Zaia annuncia il ricorso alla Consulta sull’obbligo dei vaccini

La Regione Veneto ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale il decreto del Governo sull’obbligatorietà dei vaccini. Lo ha comunicato il governatore Luca Zaia in un post su Facebook. “Abbiamo dato mandato alla nostra avvocatura, avvalendosi di tecnici e di professionisti di indubbia professionalità, di impugnare davanti alla Corte Costituzionale il provvedimento del Governo. Non lo facciamo perché siamo contro i vaccini”, ha spiegato Zaia.
Il governatore ha dichiarato: “Incontro mamme che sono preoccupate perché dicono che 12 vaccini nel corpicino dei loro bimbi sembrano un’esagerazione. E’ una roba solo italiana _ ha aggiunto _. Io penso che l’obbligatorietà non risolve i problemi di dialogo con le famiglie. La posizione della Regione è non mettere in discussione che cosa rappresentano i vaccini per la salute umana, ma sicuramente mettere in discussione alcuni aspetti di questo decreto. Mi rifiuto di iniziare una guerra con i cittadini”, ha concluso Zaia.
Gli ultimi dati sulle coperture diffusi dal ministero della Salute, compresi quelli del Veneto, giustificano l’adozione dell’obbligatorietà dei vaccini. Lo scrive Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), in un editoriale sulla newsletter dell’istituto pubblicata oggi. “Nel Veneto la scelta alle famiglie è stata data dal 2007 _ specifica Ricciardi _, ma questo sistema non è riuscito a impedire un livello insoddisfacente di copertura proprio sulle vaccinazioni obbligatorie, che è infatti inferiore di oltre un punto rispetto alla media nazionale”. Per morbillo, parotite e rosolia il Veneto è due punti sopra la media nazionale, ma comunque sotto il livello di sicurezza del 95%. “Se questo accade nel contesto di una regione dove pure c’è un’offerta vaccinale ampia e gratuita e dove c’è una particolare attenzione alla comunicazione e promozione della vaccinazione _ aggiunge Ricciardi _ ciò significa che senza interventi mirati e omogenei sul territorio nazionale il rischio di un ulteriore calo delle coperture e quindi la dispersione di anni di campagne pubbliche di prevenzione è molto elevato”.
Intanto il Tar dell’Emilia Romagna non ha sospeso l’obbligo di vaccinazione nei nidi e ha rinviato la decisione in merito alla delibera. Partirà dunque regolarmente l’anno educativo, con l’obbligo per le famiglie di vaccinare i loro bambini. Un ricorso era stato presentato da una trentina di famiglie e dal Codacons. Il tribunale ha rinviato al prossimo 17 ottobre il pronunciamento dopo aver ricevuto dal ministero della Salute la relazione sulla divisione di competenze tra ministero stesso, Aifa, Istituto superiore di sanità e Regioni.