Truffe assicurative, botte anche ai disabili

Sgominata una banda di truffatori che picchiava anche alcuni disabili per fingere incidenti. E’ successo a Napoli. La truffa consisteva nel picchiare alcune persone in cambio di poche decine di euro per poi intascare lauti premi a seconda del danno fisico provocato.
A ogni lesione corrispondeva una tariffa: quelle più gravi erano pagate meglio. Si arricchisce così di una nuova folle strategia fraudolenta la già ricca letteratura sulle truffe alle assicurazioni.
La Procura di Santa Maria Capua Vetere e i carabinieri di Grazzanise (Caserta) hanno sgominato un’agguerrita organizzazione (sei arresti: Carlo Bianco, Fabio Martino de Carles, Franco Pistone, Anthony Concu, Simone Mauro, Giulia De Felice) che picchiava le vittime dei falsi incidenti per aumentare l’indennizzo. Vittime talvolta consenzienti, altre volte costrette a subire le violenze. Come un giovane portatore di handicap di 22 anni che, nel 2015, fu picchiato a scopo di estorsione con dei bastoni: gli fu ordinato di consegnare 400 euro, soldi che non poteva avere, e poi malmenato. Per quest’episodio, gli indagati rispondono anche del reato di sequestro di persona.
In cambio di una cartella clinica particolarmente “lucrosa”, la banda pagava pochi euro. Nel mercato della disperazione, gli investigatori si sono imbattuti anche in un uomo che è stato convinto a farsi procurare ferite per ottenere una prognosi di 30 giorni, e incassare una manciata di banconote. In un’altra occasione, uno dei malviventi viene intercettato mentre spiega come rompere un incisivo a un ragazzo per rendere più credibile la dinamica del sinistro.
E se il primo ospedale, dove il manipolo di criminali portava la vittima di turno, non era particolarmente convinto della genuinità delle ferite o, al contrario, riconosceva pochi giorni di prognosi, subito se ne cercava un altro che fosse più disponibile.
Nel fascicolo non sono indagati gli avvocati che materialmente redigevano le richieste di risarcimento. Gli inquirenti non sono riusciti a dimostrare la loro consapevolezza rispetto ai raggiri posti in essere dal gruppo. Le truffe alle compagnie assicurative non sono gli unici capi d’imputazione contestati nell’ordinanza di custodia cautelare.
Sono stati infatti accertati dai militari della compagnia di Grazzanise anche quattro episodi di furto, tre dei quali ai danni di una struttura scolastica del comune di Capua, nonché nove episodi di spaccio di sostanze stupefacenti; attività collaterali che, in autonomia, due degli indagati svolgevano per arrotondare.