Trasformare la vecchia auto in elettrica? Ora si può

E’ quanto prevede il “decreto retrofit” (D.M.T. n. 219 del 1.12.2015). Si potrà trasformare la propria auto con motore a benzina o gasolio in ibrido elettrico, consentendo al proprietario di viaggiare a bassissimo impatto ambientale e, soprattutto, di non spendere una fortuna per un veicolo elettrico nuovo. Un’altra novità sta nel fatto che non è più necessario omologare di nuovo l’auto, ma basterà aggiornare la carta di circolazione con l’identico iter burocratico di chi vuole installare un impianto a Gpl o metano. La conversione si potrà effettuare sui mezzi prodotti a partire dal 2004. La batteria, necessaria alla propulsione, può essere noleggiata, quindi non sarà necessario pagarla. Tuttavia il costo totale della trasformazione si aggira sui 5.000 euro, ma si prevede che in futuro potrà scendere anche del 30%.
Il kit di conversione elettrica deve essere comunque prodotto da un’azienda accreditata presso il Ministero dei Trasporti: chi lo costruisce deve infatti dimostrare la bontà tecnica del progetto che garantisca gli standard di qualità e consenta a qualsiasi officina autorizzata di installare la componentistica rispettando le specifiche di fabbricazione. Basta poi aggiornare la carta di circolazione, a patto di non aver alterato i sistemi di sicurezza già presenti e che l’auto sia dotata di un motore elettrico in grado di erogare tra il 65 e il 100% della potenza originale.
“La riqualificazione elettrica _ dice l’onorevole Ivan Catalano, membro della IX Commissioni Trasporti della Camera _ può essere operata sia su un veicolo circolante che su un veicolo in fase di produzione. Riqualificare dà vantaggi a tutti, è una pratica di transizione che deve portare allo sviluppo della mobilità elettrica in un contesto urbano. Spendere meno di un terzo, rispetto a un veicolo elettrico nuovo, consente all’utente di gestire le risorse a disposizione per poi dotarsi di un pannello fotovoltaico e di un sistema di ricarica domestica. Con lo stesso investimento l’utente può provvedere all’infrastruttura di ricarica rinnovabile in casa e del veicolo elettrico, chiudendo così il cerchio della sostenibilità energetica della propria abitazione e della propria mobilità”.
La società Newtron Italia Srl è il primo costruttore accreditato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti presso la Direzione Generale della Motorizzazione. Il kit che la Newtron fornisce  consente al consumatore finale il pieno soddisfacimento dei seguenti bisogni:
– mobilità a bassissimo impatto ambientale;
– riduzione dei costi di gestione dell’automobile;
– aumento del ciclo di vita dell’automobile;
– possibilità di libera circolazione in presenza di limitazioni del traffico.
“Il kit Newtron _ è riportato sul sito della Società _ supera i limiti di autonomia dei sistemi tradizionali, introducendo un innovativo alternatore capace di dare l’energia necessaria real-time ai motori elettrici, utilizzando la batteria solo come sistema di bilanciamento.
Con un motore termico abbinato ad un motore elettrico, il kit Newtron rivoluziona il concetto di autovettura ibrida.
Attraverso il selettore interno, il kit Newtron può funzionare in tre modalità: AUTO (risparmio carburante del 50%), LEV (risparmio carburante del 90%) o SPORT (risparmio carburante del 20% e +20 cv di potenza).
La combinazione del motore elettrico con il motore termico consente non solo una resa elevata in città ma anche bassi consumi nei cicli extraurbani. Con una guida oculata, infatti, il consumo può essere limitato a soli 1,5 l/100 km”.
Una soluzione interessante che attraverso opportuni incentivi potrebbe avere un successo oltre le previsioni. I veicoli elettrici costano ancora troppo, e le auto con  motore endotermico sono molte e con parecchi anni sulle spalle. Con il “decreto retrofit” si cerca di dare una soluzione poco onerosa all’utente e una risposta concreta alle politiche ambientali, e che possa dare, al contempo, un incentivo allo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica veloce.