Trapianti, Italia tra i leader in Europa per le donazioni

Il Centro Nazionale Trapianti conferma il trend positivo con il dato di 3.268 trapianti eseguiti nel 2016 (poco più di tremila nel 2015). In aumento anche i donatori di organi passati da 1.165 del 2015 a 1.260 del 2016. Sono questi i numeri, in costante crescita, che fanno ben sperare chi è in attesa di un organo nuovo. Ma non ci sono solo donatori deceduti o con morte cerebrale, ma anche donatori viventi che sono in aumento del 20,4% rispetto al 2014. Si parla ovviamente del trapianto del rene che consente ormai al donatore una qualità di vita pressoché normale, anche perché costantemente monitorato e seguito scrupolosamente dopo l’intervento di donazione.
Il trapianto si rende necessario quando una malattia terminale dell’organo non consente alcuna cura alternativa. Tuttavia, anche se le probabilità di riuscita non possono arrivare al 100%,  la tecnologia, la ricerca e l’esperienza in materia di trapianti consentono una sempre maggior sopravvivenza dei pazienti operati, anche se ogni caso è diverso dall’altro. Infatti esistono delle varianti costituite dal paziente ricevente, dalle condizioni dell’organo da impiantare (i donatori over 70 sono il 30%), dalla tipologia di organo e quindi di intervento. A tal proposito, sul sito del Ministero della Salute sono regolarmente riportati tutti i risultati qualitativi che riguardano i trapianti, ponendo l’Italia tra i paesi al mondo con il maggior grado di trasparenza in materia.
I donatori sono arrivati a sfiorare i due milioni. Sono le dichiarazioni di “non opposizione”, che serve ridurre ancora di più attraverso un maggior coordinamento a livello nazionale che dia più informazioni ai pazienti e ai familiari dei pazienti. Ma a tutti i cittadini maggiorenni è offerta la possibilità (non l’obbligo) di dichiarare la propria volontà (consenso o diniego) in materia di donazione di organi e tessuti dopo la morte. Infatti, come riportato in testa sul sito del Ministero della Salute, in Italia “vige il principio del consenso o del dissenso esplicito (art. 23 della Legge n. 91 del 1 aprile 1999; Decreto del Ministero della Salute 8 aprile 2000). Il “silenzio-assenso” introdotto dagli artt. 4 e 5 della Legge 91/99 non ha mai trovato attuazione”.
Chi lo desiderasse può diventare un donatore in qualsiasi momento e con forme diverse. Ecco come fare per dichiarare la propria “non opposizione” al prelievo di organi e tessuti dopo la morte: 1) in fase di rinnovo o richiesta della carta d’identità; 2) compilando un apposito modulo presso il medico di famiglia; 3) compilando il “Tesserino Blu” scaricabile dal sito del  Ministero della Salute e da conservare con i propri documenti;  4)  esprimendo le proprie volontà (positiva o negativa) corredati dai propri dati personali da conservare con i propri documenti; 5) compilando un atto olografo presso una sede dell’Aido.