Tessera sanitaria, tutto quello che c’è da sapere

La tessera sanitaria è il passepartout per beneficiare delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Con questo documento, che contiene i dati anagrafici e il codice fiscale, il cittadino può recarsi dal medico di famiglia, prenotare esami e visite specialistiche in qualsiasi struttura sanitaria, pubblica e privata accreditata, fruire delle cure termali. Il diritto all’assistenza sanitaria, in realtà, è determinato dal possesso del codice fiscale, senza il quale non è possibile iscriversi all’Asl. Il codice è riportato sulla tessera plastificata, che diventa uno strumento a portata di mano per comunicare il nostro codice identificativo. Le funzioni di questa tesserina azzurra, grande come un bancomat, però non finiscono qui.
Per prima cosa va sempre portata quando si va in farmacia (o in parafarmacia): la lettura elettronica del codice a barre sul retro, permette l’emissione dello “scontrino parlante” (in cui sono specificati il prodotto acquistato e il codice fiscale del destinatario) indispensabile per detrarre dall’Irpef il 19% della spesa sostenuta. Questo vale per tutti i medicinali, con o senza obbligo di prescrizione medica (inclusi gli omeopatici), anche quelli comprati online sui canali autorizzati dal ministero della Salute. Restano esclusi dalla detraibilità i parafarmaci (integratori alimentari, prodotti fitoterapici, colliri e pomate) e gli alimenti a fini medici speciali. In generale, tutto quello che spendiamo in prestazioni sanitarie è da considerarsi detraibile: dagli esami di laboratorio a quelli radiologici, dalle visite specialistiche agli interventi chirurgici, i ricoveri, all’assistenza infermieristica e riabilitativa, alle prestazioni di crioconservazione di ovociti e di embrioni e le procedure di procreazione medicalmente assistita. Si può usufruire del beneficio fiscale anche per l’acquisto (o affitto) di dispositivi medici, per le sedute dallo psicologo, per il servizio veterinario per gli animali da compagnia, per il dietista, l’igienista dentale, il fisioterapista, il logopedista, il podologo, l’ottico, eccetera (elenco completo sul portale dell’Agenzia delle entrate).
Documento
Presentare la tessera sanitaria serve anche per certificare il proprio codice fiscale. Se la dimentichiamo, o la perdiamo, nessun problema: è sufficiente comunicare a voce alla struttura (pubblica o convenzionata con il Ssn) o al professionista sanitario (anche privato, a patto che sia iscritto a uno degli albi individuati dall’Agenzia) la sequenza di 16 caratteri alfanumerici che ci identifica, comunque registrata sulla piattaforma. Ma il sistema della tessera sanitaria (sistemats1.sanita.finanze.it) dà diritto a una serie di ulteriori servizi. Il sistema, a cui hanno accesso sia i cittadini sia gli operatori sanitari, mette a disposizione l’elenco degli assistiti a cui è stato riconosciuto il diritto all’esenzione dal ticket sanitario per motivi di reddito (tra le tipologie: le persone sotto i 6 anni e quelle con più di 65 anni con reddito familiare lordo inferiore a 36.151,98 euro, e i disoccupati con reddito inferiore a 8.263,31 euro o fino a 11.362,65 in presenza di un coniuge e di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico). Quindi, tramite la lettura automatica del codice a barre sulla tessera (o digitando manualmente il codice fiscale), lo sportello Cup dell’ospedale, così come l’ambulatorio sul territorio, possono accertare l’esonero totale o parziale dal costo del ticket per tutte le visite specialistiche e gli esami (di diagnostica e di laboratorio). Chi non risultasse ancora inserito nell’elenco può presentare un’autocertificazione del diritto all’esenzione all’Asl di competenza, che provvederà a integrare il nominativo nel sistema. Al momento, soltanto i residenti di Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria, Molise, Veneto, Marche, Abruzzo, Calabria e provincia autonoma di Bolzano possono inoltrare la richiesta anche online tramite la piattaforma.
Ricette elettroniche
Collegandosi al sistema della tessera sanitaria il medico controlla, in tempo reale, durante la compilazione elettronica della ricetta a carico del Ssn (cioè la “ricetta rossa” dematerializzata) i dati anagrafici del paziente, il diritto alle esenzioni per reddito, il nome del farmaco da erogare e della prestazione specialistica. Anche in fase di compilazione in rete del piano terapeutico, utilizzando la piattaforma, è possibile verificare la corretta identificazione dell’assistito e del medico (che deve essere abilitato), le esenzioni per la patologia interessata dai farmaci che si intendono prescrivere e, infine, l’esistenza stessa dei medicinali e dei quantitativi già forniti. Allo stesso modo, gli assistiti possono consultare le ricette e i piani terapeutici emessi a loro nome, nonché il proprio fascicolo sanitario elettronico. Tutte le prescrizioni elettroniche confluiscono in automatico nel sistema, che le inoltra al ministero dell’Economia al fine di rilevare la spesa pubblica sanitaria, individuare eventuali sprechi e governare meglio le risorse.
Certificati di malattia
Per tutti i lavoratori, pubblici e privati, il medico curante è autorizzato dal sistema tessera sanitaria a produrre il certificato di malattia (e la comunicazione di inizio ricovero) e a trasmetterlo al paziente e all’Inps, che a sua volta, sempre tramite il portale, lo invia ai rispettivi datori di lavoro. L’ultima novità riguarda la certificazione verde anti-Covid (green pass), necessaria per frequentare luoghi aperti al pubblico e per viaggiare in sicurezza all’interno dell’Unione europea e dell’area Schengen. Attraverso il sistema, Regioni, medici di medicina generale, farmacie e strutture sanitarie possono spedire ai cittadini l’esito dei tamponi (antigenici rapidi e molecolari), i certificati di guarigione dopo l’infezione o di avvenuta vaccinazione. “Tessera europea di assicurazione malattia”: è scritto sulla parte posteriore della tessera sanitaria e garantisce ai cittadini italiani l’assistenza sanitaria nel resto dell’Ue, in Norvegia, Islanda, Liechtenstein e Svizzera, secondo le normative vigenti nei singoli Paesi.. Si ricorda, tuttavia, che il cittadino italiano non può utilizzarla per richiedere il trasferimento in una clinica all’estero per cure di alta specializzazione, per le quali è indispensabile l’autorizzazione preventiva da parte della propria Asl.
Chi la può richiedere
Tutte le persone a cui è stato attribuito un codice fiscale e si sono iscritte all’Asl (portando con sé un documento di riconoscimento valido e il codice fiscale) hanno diritto di ricevere la tessera sanitaria. L’iscrizione al servizio sanitario permette di avere un medico di famiglia e di ottenere l’assistenza da parte della sanità pubblica e convenzionata. Il codice fiscale viene conferito dal Comune al neonato quando viene registrato all’anagrafe. Ma la generazione del codice e l’invio della tessera (all’indirizzo di residenza) spettano all’Agenzia delle entrate. Ne hanno diritto anche i cittadini stranieri che fanno richiesta di un permesso di soggiorno in Italia. La tessera sanitaria ha una validità di sei anni (o fino alla scadenza del permesso di soggiorno). In prossimità della scadenza, l’Agenzia delle entrate provvede automaticamente a spedire la nuova tessera. Se non arriva, il cittadino deve segnalarlo all’Agenzia delle entrate o alla propria Asl, che provvede a stamparne una copia aggiornata in attesa della consegna della nuova tesserina plastificata all’indirizzo di residenza. Se invece ci si accorge che il documento contiene degli errori bisogna rivolgersi presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia fiscale.
Carta nazionale servizi
Dal 2011 la tessera sanitaria è dotata di un microchip che serve a utilizzare il dispositivo anche come Carta nazionale dei servizi, lo strumento di autentificazione per accedere ai servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni (in alternativa ad altre soluzioni, come Spid, l’identità digitale). Per esempio, quelli dell’Inps, Inail, delle Regioni e delle Asl, per scaricare un referto, scegliere o revocare il proprio medico di medicina generale, consultare il Fascicolo sanitario elettronico. Ma prima di usarla in questa versione, occorre attivare la carta. Come? Seguendo le indicazioni descritte sul sistema informatico della tessera sanitaria. Innanzitutto vanno richiesti i codici pin e puk presso uno degli sportelli abilitati nella propria Regione (la lista è sui portali regionali). E poi va installato sul computer personale un lettore di smart card.
Fonte: Corriere della Sera Salute