Il pasticcio della nuova legge sulla legittima difesa

Caro lettore,
avrai notato che in questi giorni è tutto un gran discutere, da parte dei politici,  giornalisti, opinionisti ecc., sul tema della legittima difesa. Anche perché è stata approvata alla Camera la nuova legge di cui si parlava da anni. Le proposte di modifica della legge in vigore, però, sembrano scontentare tutti, sia quelli che pensano sia giusto che i cittadini si dotino di armi da fuoco, sia chi pensa che solo gli specialisti come le forze di polizia, militari ecc. debbano avere la facoltà di farne uso. La questione, a prescindere dalle idee di ognuno, sembra davvero un gran bel pasticcio.
Ora, lasciando da parte le prese di posizione di ogni singola formazione politica; non tenendo in considerazione malumori e onde emozionali del cittadino comune, proviamo invece a fare alcune riflessioni, senza condizionamenti, indotte solo dal buonsenso.
Siamo sicuri che un’arma ci aiuti davvero a difenderci da chi ci entra in casa per rapinarci? E’ sbagliato pensare che un’arma potrebbe, in una situazione di panico, essere usata in maniera maldestra oppure per un motivo diverso dalla legittima difesa? E che la vista di un’arma non comporti da parte di chi delinque una reazione ancora più violenta? E ancora: siamo sicuri che la vittima, già psicologicamente toccata dalla violazione della propria privacy, e magari sotto il peso di minacce, sia anche in grado, dopo una reazione armata, di sopportare il rimorso per aver tolto la vita a una persona? Perché delinquente o no, sempre di persona si tratta.
Prendere in mano un’arma e fare fuoco non è cosa da tutti, tantomeno se ci si trova a fronteggiare un rapinatore e non un bersaglio in un poligono di tiro. Il più delle volte andrebbe a finire che ci si troverebbe impietriti dallo choc, senza capacità di reazione alcuna. E in un caso come questo, il malintenzionato non avrebbe alcuna difficoltà a prendere il sopravvento sulla vittima. Senza contare che sparare in un ambiente chiuso o angusto come quello di un’abitazione, la possibilità che si possa ferire se stessi o i familiari è molto elevata.
Ma allora, non sarebbe più utile implementare le forze di polizia, carabinieri e vigilanza  locale in grado (questi sì!) di affrontare la criminalità da professionisti quali sono? E magari, da parte politica, inasprire le pene per chi si rende responsabile di reati contro la persona e la proprietà altrui? Di costruire altre case di detenzione per evitare il sovraffollamento e scongiurare inevitabili leggi “svuotacarceri”? O magari di far scontare la pena, nel caso il condannato per i reati di cui sopra sia un “irregolare”, nel proprio paese d’origine per mezzo di accordi bilaterali?
Inoltre, crediamo che varare tutta una serie di agevolazioni fiscali e contributi a fondo perduto per munire le nostre abitazioni di strumenti attivi e passivi alla nostra sicurezza (quali porte e tapparelle blindate, inferriate, telecamere, impianti antifurto ecc.), possa costituire un valido aiuto ai cittadini per scongiurare o rendere difficoltose le intrusioni nelle case.
Ora questa “legge-pasticcio” andrà all’esame del Senato. Speriamo che almeno in questo contesto prevalga il buonsenso e si tenga conto dei nostri “suggerimenti” i quali, anche se non diretti, sono quelli di milioni di cittadini che non hanno alcuna intenzione, per principio o per inadeguatezza, di diventare dei novelli “giustizieri della notte” sentendosi continuamente minacciati nei beni e negli affetti.
Valter Nicoletti