Meningite batterica, cosa c’è da sapere

Negli ultimi mesi, diverse persone in varie regioni italiane (la Toscana in primis) sono state contagiate da meningite batterica, in alcuni casi seguita da decesso. La malattia, seppur non così frequente, ha un decorso rapido e acuto, e può portare alla morte in brevissimo tempo. Delle persone contagiate solo il 50-60 per cento guarisce completamente, mentre il 30 per cento sopravvive con conseguenze anche gravi e permanenti, provocando cicatrici invalidanti, problemi alla vista, danni cerebrali, ritardo neuropsicomotorio, sordità, epilessia e paralisi . I più colpiti sono, come spesso accade, i bambini e i giovani sotto i 25 anni.
Ma come si trasmette la malattia? Succede un po’ come nel raffreddore, attraverso starnuti, baci, scambi di posate e condivisione di alimenti. Quello che provoca la malattia sono infatti i batteri del meningococco, il pneumococco e l’emofilo. Tali batteri ristagnano nelle vie respiratorie, anche se spesso i portatori sono sani e asintomatici. La trasmissione tra persona e persona avviene attraverso secrezioni respiratorie, anche se fuori dall’organismo i batteri sopravvivono per pochi minuti.
I sintomi non sono riconoscibili fin da subito, e il rischio che la diagnosi possa arrivare troppo tardi è elevato. Inizialmente si va dalla febbre a uno stato simile a quello dell’influenza. I più frequenti con cui può presentarsi la meningite sono la febbre alta, dolore e ridigità del collo, mal di testa, vomito, sonnolenza, convulsioni, fontanella anteriore rigonfia nei lattanti.
L’incubazione dura una decina di giorni, durante i quali si può fare una profilassi a base di antibiotici specifici in modo da aumentare le probabilità di guarigione.
Tuttavia la miglior cosa da fare per evitare il contagio, è vaccinarsi. I vaccini sono disponibili  per tutte le età.  Ci si puo’ vaccinare contro la meningite da Haemophilus influenza e di tipo B, per le forme causate dallo pneumococco e dai ceppi A, B, C, Y, W 135 del meningococco. Tra questi ceppi quello piu’ diffuso e’ il B. Per saperne di più e per la profilassi da seguire si raccomanda di contattare il proprio medico di fiducia.