Lo studio. I legami tra stress e cancro

Studi recenti indicano che lo stress potrebbe facilitare la crescita di alcuni tipi di cancro e anche lo sviluppo di metastasi. Si tratta soprattutto di studi su animali che hanno anche consentito di individuare diversi meccanismi endocrini, cellulari e molecolari che potrebbero essere alla base di tali processi. Il punto è stato fatto da una recente revisione, realizzata da Anabel Eckerling e dai suoi collaboratori della Sagol School of Neuroscience and School of Psychological Sciences della Tel Aviv University, e pubblicata sulla rivista Nature. “I modelli animali hanno messo in evidenza che i fattori stressanti possono favorire molti elementi caratteristici del cancro _ dicono gli autori della revisione _. Inoltre la risposta di stress può facilitare la crescita del cancro e di metastasi attraverso un’azione diretta sulle caratteristiche molecolari del tessuto maligno, sul suo microambiente, sull’attività immunitaria antitumorale e su altri modulatori indiretti della progressione del cancro”.
I meccanismi
Per quanto concerne la trasformazione iniziale di tessuto normale in cancro, lo stress è chiamato in causa, ad esempio, per l’induzione di una minore efficacia dei processi naturali di riparazione cellulare. Inoltre lo stress può ridurre la resistenza dell’organismo ad alcuni tipi di virus, detti oncogeni, che oggi si sa sono coinvolti in maniera significativa nell’avvio di circa il 15 per cento dei casi di cancro. Il Papillomavirus umano, il virus di Epstein–Barr, l’Herpesvirus di Kaposi associato al sarcoma e i virus dell’epatite C e B possono essere riattivati sia dalle catecolamine sia dai glucocorticoidi, tipici ormoni dello stress. Per quel che riguarda invece la velocità di progressione di un cancro già presente, è oggi accettato che le catecolamine siano in grado di promuovere la proliferazione delle cellule tumorali, la loro sopravvivenza e la migrazione in altri tessuti. Alti livelli circolanti di noradrenalina (una catecolamina) possono anche stimolare la crescita dell’innervazione del tumore, che a sua volta potrà fargli giungere altra noradrenalina, in un pericoloso circolo vizioso. Allo stesso modo, le catecolamine possono facilitare lo sviluppo di vasi sanguigni all’interno del cancro, un fattore decisivo per la sua crescita ulteriore. Un fenomeno osservato ad esempio nel cancro dell’ovaio, della mammella, del pancreas e del colon-retto.
Stimolo ai processi infiammatori
Un altro meccanismo attraverso il quale lo stress promuove la progressione del cancro è lo stimolo ai processi infiammatori e l’inibizione di alcuni snodi fondamentali del sistema immunitario. Un altro ambito di ricerca che sta tentando di cogliere eventuali correlazioni tra stress e cancro è quello degli studi su grandi popolazioni. È stato studiato l’effetto dello stress sulla sopravvivenza dei malati, sia lo stress dipendente da fattori individuali, come depressione, isolamento, mancanza di supporto sociale, sia quello dipendente da fattori non direttamente collegati all’individuo, come guerre e cambiamenti climatici. «Considerando gli effetti discordanti o di piccola entità emersi dagli studi osservazionali, resta incerto se lo stress possa aumentare l’incidenza del cancro e fino a che punto possa davvero facilitare la sua progressione» dicono gli autori della revisione a proposito dei risultati provenienti dagli studi epidemiologici. Infine, gli autori della revisione hanno anche preso in esame gli studi clinici che hanno valutato l’eventuale effetto sull’andamento dei casi di cancro di interventi psicosociali o psicofarmacologici, per esempio l’uso di ansiolitici e antidepressivi. Anche in questo caso non si è riusciti a trarre conclusioni definitive, per le difficoltà metodologiche connesse a questo tipo di indagini.
Risultati
In conclusione “sebbene le prove del fatto che lo stress promuova l’avvio del cancro sono inconsistenti, ci sono invece robuste prove a favore del fatto lo stress possa facilitare la progressione del cancro attraverso una modulazione di diversi suoi elementi costitutivi caratteristici _ dicono gli autori della revisione _. Meccanismi molecolari e sistemici che mediano tali effetti sono stati identificati in studi animali e molti di essi sono stati riconosciuti anche in pazienti affetti da cancro“.
Fonte: Corriere della Sera