Le scarpe del futuro? Fatte con i pomodori

Il CNR di Pozzuoli sta sperimentando nuove bioplastiche ottenute da scarti organici come quelli dei pomodori che potranno essere impiegate nell’industria della moda.
Ogni anno soltanto l’8% della plastica viene correttamente riciclato. Di 240 milioni di tonnellate annualmente prodotte la maggior parte finisce in discarica e, peggio ancora, nei nostri mari dei quali danneggia irrimediabilmente gli ecosistemi. Le plastiche derivate dal petrolio, infatti, in quanto idrorepellenti, non si decompongono in acqua. E ciò che le rende ancora più nocive è la tendenza col calore a scomposi in frammenti che vengono ingeriti dagli animali alcuni, dei quali finiscono sulle nostre tavole. I rifiuti plastici, inoltre, possono risultare fatali per i pesci e le creature marine che li ingeriscono o vi rimangono impigliati e questo può provocare pericolosi squilibri agli ambienti sottomarini. Nell’ottica di uno stile di vita più sostenibile e della salvaguardia del nostro pianeta, ogni giorno diventano sempre più numerosi gli studi finalizzati allo sviluppo di materiali ecologici di origine naturale da impiegare negli ambiti più disparati, compresa l’industria della moda, sempre più attenta all’ecosostenibilità. Le bioplastiche stanno mettendo un freno ai danni provocati dai derivati del petrolio ed anche se la strada è ancora lunga, si cominciano a intravedere spiragli di luce sempre più luminosi all’orizzonte.
Sono stati fatti numerosi tentativi e fino ad oggi le bioplastiche di uso comune erano generalmente quelle ottenute dall’amido del mais, trasformato in glucosio ed impiegato per la produzione delle molecole di plastica. Ma una ricerca tutta italiana condotta dai ricercatori del CNR di Pozzuoli sta facendo ancora di più ed è, ormai, sul punto di dimostrare che non è necessario rivolgersi esclusivamente a prodotti destinati all’alimentazione per produrre bioplastiche efficienti. Correttamente trattati e trasformati, anche gli scarti organici di provenienza domestica o derivati dai processi industriali possono diventare materiali ecologici adatti alla produzione di oggetti di uso quotidiano a partire dai giocattoli sino ad arrivare agli accessori moda e alle scarpe.
Potrebbe non essere lontano, quindi, il giorno in cui indosseremo calzature fatte di avanzi di pomodori e di altra frutta e verdura. Lo studio condotto dai ricercatori del CNR apre nuove frontiere nel settore della bioplastica che diventa, così, ancora più ecologica perchè prevede lo sfruttamento ed il riciclo di prodotti di scarto ed il loro riutilizzo per la realizzazione di prodotti di uso comune che potrebbero ben presto trovarsi in ogni casa e in ogni armadio. Dopo l’invenzione del polipropilene isotattico, dunque, l’Italia si appresta a conquistare un altro importante primato nel settore della sperimentazione di materiali plastici innovativi e rivoluzionari.