L’approccio alla disabilità? Impariamo dai bambini

Non succede spesso, ma succede! Accade anche di poter condividere una bella esperienza con i propri lettori, ecco quindi la storia. Sono stato invitato a visitare l’”Allegra Brigata”, struttura che offre un servizio educativo alla prima infanzia nel comune di Ponte San Nicolo (Pd), gestita da Mary con professionalità e cuore. L’intento era quello di esplorare il mondo dei bambini al di là delle attività conoscitive e ludiche, per vedere insomma qual è il loro modo di approcciarsi alla disabilità motoria che comporta l’uso della sedia a rotelle, ausilio che io abitualmente uso. In tutta onestà devo ammettere che all’inizio la cosa non mi entusiasmava granché, ma vista la passione con la quale Mary affronta il suo lavoro non me la sono sentita di negare l’invito. Una volta entrato nella scuola mi sono subito trovato circondato da una ventina di bambini/e dai due ai tre anni. E lì è avvenuta, a mio parere, una cosa meravigliosa: tutti sono stati attratti dalla novità, dalla persona sconosciuta che entrava inaspettatamente nel loro quotidiano. Chi prima chi dopo, ognuno con i suoi tempi, ognuno a proprio modo, mi si è avvicinato. Mi ha colpito in particolare la dolcezza di una bambina, ancora adesso che sto scrivendo mi tremano le mani per l’emozione! Altri bambini mi hanno affascinato solo con il loro sguardo curioso, altri si sono avvicinati in modo irruento, soprattutto i maschietti. Ma tutti si sono messi in relazione con la persona, tutti attratti solo ed esclusivamente dalla mia persona. Ecco la rivoluzione, ecco la cosa meravigliosa, ecco il succo di un fiume di parole, milioni di scritture…  Avete intuito?  Sì, sono passato prima io in quanto persona e poi, dopo un bel po’, anche la mia sedia a rotelle. Esattamente il contrario di quanto avviene nel mondo degli adulti. Che grande insegnamento! Non è tutto qui il grande e giusto approccio con una persona che vive una disabilità, qualunque essa sia? La mia esplorazione nel mondo dell’infanzia è stata densa di emozioni, e il tempo trascorso mi è sembrato durare un attimo, anche quando sono stato condotto in un’altra stanza dove ho incontrato un altro gruppo di bambini intorno all’anno di età. Anche con loro, ma non poteva essere diversamente, la curiosità è stata legata esclusivamente alla mia persona, e solo in seguito hanno iniziato ad interessarsi anche alla mia carrozzina, peraltro di un rosso fiammante. Ma solo per capire come fosse fatta, a cosa servisse, e a come si muovesse. Niente di più e niente di meno. La riflessione, quanto la reazione dei bambini, è spontanea: non saranno i pregiudizi, la paura, e un sacco di altre sovrastrutture mentali a rendere difficili i rapporti tra gli adulti? Pensatela come volete, ma io tra questi bambini mi sono sentito uno di loro, sono stato davvero bene come non mi succedeva da molto tempo.
Valter Nicoletti