La mobilità per i disabili nella capitale? Pessima

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Roma, la nostra capitale, a mobilità sta più o meno così: la maggior parte dei percorsi e degli attraversamenti pedonali non sono sicuri per i disabili e l’accessibilità alla città risulta essere decisamente insoddisfacente per quanto riguarda gli standard. Per non parlare dei mezzi pubblici: il 26% degli autobus non sono idonei alle persone con disabilità motoria. Il 39% delle stazioni della Metro “A” sono accessibili; il rimanente è un percorso di guerra, impossibile avventurarsi se non si è normodotati.
Questo è la impietosa conclusione che emerge dallo studio “Percorrere ed attraversare Roma: non è per tutti” promosso dalla Fondazione Filippo Caracciolo in collaborazione con ACI (Automobile Club d’Italia).
In questo  studio  sono  state esaminate 17 tratte pedonali e 14 attraversamenti tra la stazione Termini e la Basilica di Santa Maria Maggiore, partenza del Cammino Mariano ‎per i pellegrini nell’era del Giubileo. Il percorso meno difficoltoso risulta essere su via Gioberti tra via Amendola e via Principe Amedeo; il peggiore, sempre su via Gioberti, da Piazza S. Maria Maggiore a via Principe Amedeo.
Per non parlare della mancanza di educazione civica che ci regala auto parcheggiate sugli scivoli dei marciapiedi, auto abusive sui parcheggi riservati ai disabili,  vetture in seconda fila e parcheggiate sopra i marciapiedi. Tutto ciò spesso costringe chi usa la sedia a rotelle ad occupare la  corsia di marcia delle auto per non rimanere bloccato, e così facendo diventa un pericolo per sè e per gli altri.
Dallo studio della Fondazione Caracciolo si deduce che un cittadino disabile che vive nella “Città eterna” non è per nulla agevolato, se non in pochi casi. E poi ci si chiede perché i turisti sono in calo nel Belpaese. Non sarà anche per questo? Noi crediamo di sì.
Valter Nicoletti