La cannabis made in Italy arriva in farmacia

La cannabis italiana prodotta a scopo terapeutico sarà disponibile sul mercato dal prossimo 27 gennaio. Ottenuta nello stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, la cannabis tutta italiana sarà venduta per la prima volta in una farmacia del Vicentino, e precisamente quella di Campedello.
L’uso della cannabis non è nuovo in medicina, in Italia la si usa da tempo, ma non era mai stata immessa sul mercato quella di produzione italiana. Attualmente la marijuana terapeutica si usa per una serie di patologie che vanno dalla sclerosi multipla al dolore neuropatico e oncologico, a sindromi gastroesofagee quali nausea e vomito durante i trattamenti di chemioterapia. Ma la sua applicazione potrebbe essere in futuro estesa anche ad altre patologie, inoltre sono da tempo in corso alcuni studi sugli effetti antitumorali dei farmaci cannabinoidi. A tutt’oggi il vantaggio è che, rispetto alla cannabis finora importata dall’Olanda, il costo di produzione si riduce del 30%. Infatti quella confezionata in Toscana costa 15 euro al grammo (rispetto ai 24 dell’olandese) ed è totalmente a carico di chi la usa.
La farmacia vicentina vende la cannabis terapeutica già da tre anni, ma solo dietro strettissimo controllo medico e un iter burocratico particolare, ecco perché è stata scelta quale primo rivenditore. Dice il titolare: “Siamo molto contenti del primato, continueremo a fornire ai nostri pazienti questa terapia alternativa, a un minor prezzo, contro quelle che non hanno funzionato o sono troppo invasive. Di solito chi la richiede ha più di 40 anni e non è mai un minorenne, per via di possibili deficit nello sviluppo neuronale. In ogni caso ci vuole la prescrizione medica”. Se da un lato i cannabinoidi hanno dimostrato la loro efficacia nell’associazione a terapie di cura, dall’altro però sono controindicati in molte altre patologie. Ecco perché l’iter per la prescrizione della cannabis è così complesso e personalizzato. La cannabis terapeutica viene assunta come infuso, una specie di tè, oppure inalata per mezzo di un vaporizzatore.
La quantità di marijuana italiana prodotta per il 2017 si aggirerà intorno ai 100 chili che sono, già da ora, ritenuti insufficienti a coprire la domanda. Per questo il Ministero della Salute prevede di aumentarne la produzione, viste le potenzialità che il Paese offre. A gestirne quantitativi, produzione e commercializzazione potrebbero essere coinvolte le stesse Regioni con esiti quindi vantaggiosi, in termini economici, per i propri pazienti.