Quando la burocrazia nega lo studio ai ragazzi disabili

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A Catanzaro l’ennesima, incredibile storia di malfunzionamento delle istituzioni. Decine di ragazzi con disabilità non possono recarsi a scuola per colpa della burocrazia. Le competenze per il diritto allo studio e il trasporto sono passate dalla Provincia alla Regione, e qui nasce il problema. Il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri ha ricevuto almeno un esposto sul caso dei servizi negati. Intanto la situazione approda sulle scrivanie dei magistrati del capoluogo. Una mamma racconta: “Mio figlio di mattina presto mi dice che vuole andare a scuola, ma dall’inizio dell’anno scolastico non ha fatto neanche un giorno in classe perché non viene più garantito il servizio di trasporto per i disabili». Le fa da eco il padre di un ragazzo di 18 anni, che ha il sussidio della legge 104 per una disabilità grave, e che non può frequentare la scuola come gli altri ragazzi: «Fino all’anno scorso _ mio figlio è al terzo anno dell’istituto tecnico per geometri _ è stato garantito il servizio di trasporto per chi è affetto da disabilità grave. Quest’anno invece non è più possibile usufruire di tali servizi perché non sono più di competenza della Provincia ma della Regione”. Come è potuto accadere tutto questo? L’assessorato alla Scuola della Regione Calabria, probabilmente alle prese con la cronica mancanza di fondi da adibire ai servizi, risponde ai genitori dei ragazzi disabili di avere chiesto un anticipo economico alla Provincia in modo da garantire il trasporto scolastico. Nel frattempo si scopre che il servizio è stato depennato dal bilancio provinciale. Il rimpallo di responsabilità ha fatto infuriare decine di famiglie alle prese con le difficoltà quotidiane e impossibilitate a garantire il diritto allo studio ai propri ragazzi. Fintantoché la questione non è balzata agli onori delle cronache durante una puntata di Report. Un dipendente della Regione, infatti, ha spiegato che secondo la normativa vigente spetta alla Regione risolvere il problema. A questo punto l’assessore alla Scuola e alle Politiche Sociali Federica Roccisano, pur ribadendo che la responsabilità del disservizio è della Provincia, presieduta dal collega democratico Vincenzo Bruno, ha parlato di rassicurazioni da parte della stessa che si è impegnata, congiuntamente agli uffici regionali, per la riattivazione del servizio di trasporto disabili già dal 4 di novembre, prendendo in considerazione anche soluzioni di tipo volontaristico. Rimane il fatto, però, che non si è ancora capito di chi sia la competenza di tale servizio. Ora che la vicenda è su un fascicolo aperto in Procura a Catanzaro, c’è da chiedersi se è giusto che si debba sempre più ricorrere a un’inchiesta giornalistica per poter garantire i diritti dei cittadini.