Influenza stagionale, perché è importante vaccinarsi

Con il calo delle temperature e l’arrivo dei primi freddi è prevista la classica ondata d’influenza. Quest’anno, però, in vista anche dell’attuale quadro epidemiologico dato dal Coronavirus, la situazione si preannuncia più complessa. In questo scenario, un ruolo fondamentale sarà rivestito dai vaccini antinfluenzali. Scopriamo meglio il perché con la Dott.ssa Levi, specialista pediatra.
L’influenza è una malattia infettiva respiratoria causata da alcuni virus della famiglia Orthomyxoviridae che mutano spesso. Per questo motivo, anche se l’abbiamo contratta la stagione precedente, di fronte a un ceppo diverso il nostro organismo non è protetto e, in caso di contagio, deve sviluppare dei nuovi anticorpi.
Sebbene in molti casi l’influenza abbia un esito innocuo sulla persona, l’impatto di queste epidemie sui sistemi sanitari mondiali è molto forte: l’OMS stima ogni anno fra i 3 e i 5 milioni di casi gravi d’influenza e dai 290.000 ai 650.000 decessi.
Vaccino antinfluenzale: i vantaggi rispetto al COVID-19
Nella prossima stagione influenzale 2020/21 non si può escludere, spiega la Dott.ssa Levi, una circolazione in contemporanea con il SARS-CoV-2: il virus della sindrome respiratoria acuta grave appartenente alla famiglia dei Coronaviridae.
La vaccinazione antinfluenzale costituisce già di suo un importante elemento di protezione, che determina:

  • riduzione del rischio di complicanze legate all’influenza (polmoniti batteriche, un peggioramento di patologie pregresse come quelle del sistema immunitario, respiratorie croniche etc.);
  • minore pressione sulle strutture ospedaliere in termini di costi sociali.
    In correlazione al Coronavirus, oltretutto, vaccinarsi contro l’influenza permetterebbe anche:
  • una semplificazione della diagnosi e della gestione dei casi sospetti a causa della sintomatologia sovrapponibile con il Covid-19;
  • una protezione in più per il Coronavirus, in quanto un soggetto già indebolito dall’influenza potrebbe riscontrare conseguenze più serie nel contrarre successivamente il CoVid-19;
  • di non agevolare l’infezione da Coronavirus.

Influenza e COVID-19: quale relazione?
Un recente studio pubblicato su The Lancet ha dimostrato come alcuni virus influenzali potrebbero facilitare l’ingresso del SARS-CoV-2 nei polmoni . Infettando alcuni tessuti umani in vitro con SARS, MERS, influenzale aviario H5N1 e influenzale pandemico 2009, i ricercatori hanno riscontrato nelle cellule epiteliali alveolari una sovraespressione dei ricettori ACE2.
“Il Coronavirus _ chiarisce la Dott.ssa Levi _ riesce a penetrare nelle cellule umane come una chiave che apre una serratura. Nello specifico, la sua proteina S, che rappresenta la chiave, apre la serratura costituita dalla proteina, detta ricettore ACE2, presente sulla superficie della nostra cellula. Quello che se ne deduce è che, alti livelli di ACE2 potrebbero semplificare l’accesso al virus e lo sviluppo della conseguente infezione”.
Vaccino antinfluenzale: per chi è indicato
In via di quanto detto sopra, la vaccinazione contro l’influenza, soprattutto in questa stagione, è un utile strumento di protezione per tutti coloro che possono effettuare il vaccino senza particolari controindicazioni.
Le categorie a rischio
A maggior ragione vaccinarsi è molto importante per le categorie considerate più fragili, fra le quali:

  • bambini a partire dai 6 mesi;
  • persone in età pari o superiore ai 65 anni;
  • donne che si trovano in stato di gravidanza o nel postpartum;
  • soggetti con patologie pregresse che possono aumentare il rischio di complicanze da influenza (malattie croniche dell’apparato respiratorio, insufficienza renale o surrenale cronica, tumori etc);
  • familiari e contatti di soggetti con un alto rischio di complicanze.
    La Dott.ssa Levi specifica che “La vaccinazione antinfluenzale è un valido alleato contro l’influenza: non soltanto per anziani e bambini, ma anche per gli adolescenti, ad esempio, che sono a contatto diretto con genitori e nonni e che costituiscono una categoria molto portata alla socializzazione. Oltretutto, con la ripresa dell’attività didattica in aula i contatti sono sensibilmente aumentati”.

Il vaccino è sicuro?
I vaccini che vengono autorizzati per l’uso sull’uomo sono sottoposti ad accurati controlli durante tutto il processo produttivo e prima della distribuzione, con periodiche ispezioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) per garantire che si rispettino gli standard imposti dalle autorità internazionali quali, ad esempio, l’OMS e l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA). I controlli, tuttavia, continuano anche nella fase post-vendita per la valutazione di difetti di qualità, effetti indesiderati e reazioni avverse.
Dove e quando fare la vaccinazione
Per ridurre l’impatto di quest’eventuale co-circolazione di influenza e Coronavirus, il Ministero della Salute raccomanda di anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione a partire da ottobre.
Le vaccinazioni si possono effettuare:

  • negli appositi centri delle aziende sanitarie territoriali/locali o delle strutture ospedaliere private;
  • dal proprio medico di famiglia;
  • dal proprio pediatra.