Gli oceani offriranno il cibo del futuro

Un cibo che probabilmente ha tutte le carte in regola per diventare l’alimento del futuro e dire per sempre addio alla fame nel mondo. Ma non si trova in terra, bensì nelle profondità degli oceani, luogo in cui si scorgono specie particolari che nei nostri piatti non abbiamo mai visto. Che dire, per esempio, dei cetrioli di mare e del pesce coniglio? In questi ed altri insoliti abitanti delle acque salate, si trova l’alimentazione del futuro: economica, afrodisiaca e notevolmente antiossidante.
Gli allevamenti intensivi generano non pochi problemi, sia dal punto di vista etico che salutare. Ciò che si trova nei nostri piatti, infatti, è sempre più contaminato da farmaci, antibiotici, tossine e pesticidi. Ma la risposta a questo dramma da cui sembra quasi non riuscire a uscirne _ se non sborsando cifre esorbitanti _ si trova proprio nell’oceano. A parlarne è un rapporto denominato Food from the Oceans destinato alla Commissione Europea e redatto da un gruppo di biologi marini delle Accademie delle Scienze dei paesi membri. Fra questi figura anche Roberto Danovaro, dell’università Politecnica delle Marche e presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli.
Nuovi modi per nutrire il pianeta
Food from the Oceans è alla base della pianificazione delle future priorità politiche e delle risorse dell’Unione Europea. “Dobbiamo trovare nuovi modi per nutrire una popolazione globale in rapida crescita, che, secondo le stime, passerà dagli attuali 7 miliardi di persone a circa 10 miliardi entro il 2050”, spiega Danovaro.
Una grande sfida
Pensare a come sarà il nostro pianeta fra poco più di trent’anni e cercare un metodo per nutrire tutti i suoi abitanti e un obiettivo piuttosto ambizioso. “La sfida è duplice perché queste nuove strategie dovranno essere corrette sia qualitativamente, sia nel modo in cui utilizzeranno le risorse del pianeta, cioè senza eroderle”. Infatti la storia racconta che l’unico modo per vivere bene è imparare a rispettare l’ambiente in cui viviamo senza danneggiarlo, sconvolgerlo o, peggio, abusarne. Donovaro ricorda che l’oceano mette a disposizione risorse in grandi quantità che oggi non abbiamo ancora sfruttato, nonostante siano facilmente reperibili. Tra queste vi sono le alghe, alimenti iper proteici.
Erbivori marini
L’idea _ si legge nel documento _ è quella di imparare a cibarsi di alimenti completamente nuovi, come gli erbivori marini. Non si può andare avanti a nutrirsi di pesci che mangiano altri pesci. Tra le varie opzioni disponibili ci sono, quindi, il pesce pappagallo, il cetriolo di mare e il pesce coniglio (nella foto in alto). Tutti animali erbivori che, tra le altre cose, “sono ricchi di antiossidanti e antinfiammatori e contengono anche sostanze afrodisiache”.
Ottimi anche i molluschi
Ma non è finita qui perché gli oceani mettono a disposizione anche molti molluschi che si nutrono di fitoplancton e materia organica in modo da non usurare l’ambiente circostante. Questi alimenti, inoltre, sono un’eccellente fonte di iodio, ferro, zinco, potassio e selenio. D’altro canto il consumo di pesci andrebbe ridotto al minimo e utilizzato in gran parte per produrre farina. Infine, se un giorno si penserà all’acquacoltura si potranno avere a disposizione nuove opportunità imprenditoriali.

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