Esami fasulli, chiuse cinque autoscuole in Veneto

patenti

La polizia stradale, dopo un’indagine che ha aveva portato alla luce un sistema in base al quale, in cambio di cifre tra i 2.000 ed i 3.000 euro, venivano rilasciate patenti in prevalenza a clienti stranieri con difficoltà a comprendere i test scritti in italiano, ha disposto la revoca dell’attività nei confronti di due società proprietarie complessivamente di cinque autoscuole. La prima società è riconducibile alla famiglia Cavasin di Mira (Europa-Gruppo 2000, Autoscuola 2000 e Autoscuola Catene); la seconda gestisce le due sedi dell’Autoscuola Serenissima a Mestre. L’offerta comprendeva ausili audio e video, vestiti da indossare durante l’esame e il trasporto verso un appartamento di Mira che fungeva da base operativa fino alla Motorizzazione civile. Secondo l’indagine, la mente dell’operazione è Umberto Cavasin, di 60 anni, titolare della società assieme Gabriella e al figlio Dario, quest’ultimo già ai domiciliari. L’altro figlio Mattia, di 29 anni, aveva invece ricevuto l’obbligo di dimora. Per quanto riguarda invece la società Serenissima, è ai domiciliari Ugo Chiapatti, di 47 anni. Nella stessa inchiesta era finita sotto la lente d’ingrandimento una terza autoscuola, la Moderna, che ha la propria sede a Scorzè, sempre nel Veneziano, già chiusa sei mesi fa con un provvedimento restrittivo nei confronti di Agostino Genduso, quarantatreenne di Marcon.
Le due società hanno ora due mesi di tempo per presentare il ricorso al Tar. La Motorizzazione civile deve valutare, nel frattempo, la richiesta della società Serenissima che mira a proseguire l’attività dopo un cambio ai vertici della società con un nuovo nome. Nella revoca dell’autorizzazione la motivazione riporta la “gravità dei fatti direttamente connessi all’esercizio dell’attività”.