Disturbi mentali, l’altro mondo del progetto I.E.S.A.

I.E.S.A. è un acronimo e sta per “Inserimento Etero-familiare Supportato per Adulti sofferenti di disturbi psichici”. Il servizio, attivo in Italia ormai da diversi decenni, si prefigge di dare un’alternativa all’istituzionalizzazione di pazienti psichiatrici seguiti dai Centri di Salute Mentale che non possono appoggiarsi alle proprie famiglie d’origine. Il progetto nato in Belgio un secolo fa si estese in gran parte dell’Europa per poi essere seguito anche dall’Italia. Ad oggi, nel nostro Paese, sono la Toscana, l’Umbria, le Marche, l’Emilia-Romagna, il Veneto e la Sardegna che, attraverso le proprie Asl, offrono tale servizio.
Il paziente, attraverso la presenza di una struttura familiare in cui vi si trovano le naturali capacità affettive, educative e di supporto, può recuperare e valorizzare le proprie capacità relazionali, di autonomia e rinforzare la propria identità. Il processo porta all’inserimento di una persona seguita dai servizi psichiatrici all’interno di una famiglia ospitante, diversa da quella di origine, opportunamente selezionata ed abilitata. In cambio dell’ospitalità offerta la famiglia riceve un contributo economico sotto forma di rimborso spese che può arrivare fino a 1.030 euro al mese.
Le tipologie d’inserimento previste, in base al progetto terapeutico dell’ospite ed alle esigenze della famiglia sono essenzialmente due: il cosiddetto “full-time” (24 ore su 24), in cui il paziente vive in famiglia tutto il giorno, ed il “part-time”. Quest’ultima forma di accoglienza è adattabile su misura alle esigenze specifiche di famiglie e pazienti e si può declinare in forme estremamente differenti. I progetti di accoglienza, infine, possono svilupparsi nel breve periodo (da alcune settimane a qualche mese), nel medio (non oltre i due anni) o nel lungo periodo (tempo illimitato). L’equipe che si occupa del progetto ha il compito di selezionare pazienti e famiglie e di seguire ogni fase dell’abbinamento continuando la presa in carico come accompagnamento e monitoraggio dell’inserimento, preoccupandosi del benessere di paziente e famiglia ospitante.
Per poter usufruire del servizio I.E.S.A., il paziente-ospite deve soddisfare alcuni requisiti di base. Sono escluse persone con tendenza recente al furto, con precedenti di aggressione o dal temperamento violento che potrebbero minare l’incolumità del nucleo famigliare ospitante.  Per quanto riguarda le famiglie, queste vengono scelte e ritenute idonee in seguito ad un’accurata e approfondita indagine da parte degli operatori I.E.S.A.. Tale percorso di selezione prevede diverse fasi strutturate in forma di colloqui e visite domiciliari, al termine dei quali è previsto un adeguato percorso formativo. A seguito della valutazione del possibile abbinamento, il paziente viene presentato alla famiglia ospitante e infine inserito. Viene così a crearsi una struttura tripolare ai cui vertici ci sono l’ospite stesso, gli operatori I.E.S.A. e la famiglia.
Un servizio di solidarietà civile sicuramente complesso e non di immediata ricettività , ma che dal punto di vista clinico rappresenta il superamento completo delle politiche cliniche centrate sull’internamento e l’istituzionalizzazione dei malati psichici. Il progetto I.E.S.A.  permette di chiudere il cerchio proponendo un reinserimento reale del paziente, non costretto a vivere dissociato dalla realtà, ma calato al suo interno.  I vantaggi in termini di qualità della vita sono enormi, con meno farmaci prescritti e un contesto caratterizzato da una normalità affettività.
Chi volesse prendere informazioni sul servizio I.E.S.A. può contattare la propria Asl di appartenenza o visitarne il sito internet cliccando sul seguente link: http://iesaitalia.altervista.org/pages/iesaitalia.html