Dieselgate, 5,3 milioni di auto tedesche da modificare

Saranno necessari 500 milioni di euro per riprogrammare i previsti 5,3 milioni di auto coinvolti dal “dieselgate”, lo scandalo sulle emissioni manipolate scoppiato a settembre 2015. Inizialmente Volkswagen sembrava l’unica coinvolta, ma nelle ultime settimane anche altri costruttori sono stati interessati dalle indagini.
L’Associazione dei costruttori tedeschi Vda ha annunciato l’entità dell’intervento di “riparazione”, a seguito del summit sul diesel che ha riunito autorità politiche nazionali e regionali tedesche, le principali case tedesche e le associazioni del comparto Automotive.
Il ministro dei Trasporti, Alexander Dorbindt, ha detto che si aspetta una riduzione del 25-30% delle emissioni nocive. Quattro le misure previste per questi obiettivi: la prima riguarda l’aggiornamento del software, la seconda prevede investimenti per 250 milioni di euro da parte dello Stato per interventi diretti a bus, taxi e altri mezzi pubblici nelle città.
La terza punta alla creazione di un fondo per la digitalizzazione della mobilità, lo sviluppo e la trasformazione in verso il modello delle “smart-city”. Infine si chiede all’industria automobilistica di farsi carico della “dinamizzazione del mercato dei vecchi diesel Euro 2, 3, 4”. In altre parole si chiede all’industria automobilistica di prevedere campagne promozionali e sconti in grado di promuovere velocemente il rinnovamento del parco auto su strada.
Dobrindt ha anche precisato che dei 5,3 milioni di vetture coinvolte dal dieselgate, circa 3,8 milioni Euro 5 ed Euro 6 sono del gruppo Volkswagen (compresa Porsche), 900 mila del gruppo Daimler (proprietaria del marchio Mercedes) e circa 300 mila Bmw. A queste si aggiungono alcune vetture targate Opel e di altri costruttori esteri.
Il ministro dell’Ambiente Barbara Hendricks, che ha partecipato al summit, ha affermato che i risultati dell’incontro non sono sufficienti e ha chiesto che i costruttori prendano ulteriori misure oltre l’aggiornamento del software, che dovrebbe concludersi nel 2018, ma che non basta a risolvere completamente il problema.
“Le industrie sono sulla strada di capire” la loro responsabilità nei confronti della salute dei cittadini, ha detto Hendricks. “I cittadini tedeschi hanno diritto a un’aria buona” e “i produttori dovranno fare i cambiamenti richiesti e l’ufficio federale dovrà fare le necessarie verifiche”. L’intero processo dovrà essere completato entro il 2018, ha concluso il ministro.