Covid. Perché è importante fare la quarta dose

I vaccini per la Covid19 hanno salvato milioni di vite e sono riusciti in un’impresa che due anni fa sembrava impensabile: rendere la Covid19 una malattia gestibile. Si stima che il solo vaccino AstraZeneca, che ricordiamo non è più in uso in Europa da diversi mesi, ha salvato più di sei milioni di vite mentre i vaccini a mRNA si stima ne abbiano salvate più di 20 milioni solo nel primo anno di utilizzo. Insomma non è necessario spiegare quanto i vaccini siano stati e sono fondamentali per la gestione della pandemia di Covid19.
Ma oggi sono ancora fondamentali?
Assolutamente si. Abbiamo imparato che l’immunità contro la Covid19 non è eterna, principalmente perché il virus del Sars-CoV2 muta in continuazione cercando continuamente metodi per aggirare la nostra immunità. Inoltre sappiamo che il sistema immunitario, come qualsiasi altro sistema o organo del nostro corpo, con il passare del tempo si deteriora e tende a funzionare in maniera sempre meno efficiente. Il calo degli anticorpi e l’alto numero di mutazioni di Sars-CoV2 sono la ragione per la quale abbiamo ricevuto una terza dose, in modo appunto da generare una robusta risposta anticorpale duratura nel tempo.
Oggi la maggior parte della popolazione ha ricevuto la terza dose di vaccino più di sei mesi fa e sappiamo che dopo circa sei mesi il titolo anticorpale inizia a scendere rendendo i soggetti più esposti alla malattia sintomatica. Va ricordato che la gestione della Covid19 non è affidata solo agli anticorpi ma anche ai linfociti T, che contribuiscono con forza al contrasto della malattia severa e morte. Fortunatamente i linfociti T rimangono in circolo per più tempo rispetto agli anticorpi e sono anche meno soggetti alle mutazioni del virus. Il vaccino anti Covid19 stimola grandi quantità di anticorpi neutralizzanti e di Linfociti T. Attualmente milioni di cittadini, principalmente anziani (siccome hanno iniziato la vaccinazione per fasce di età), si trovano con meno anticorpi e potenzialmente più esposti alle conseguenze gravi della Covid19.
Chi si può vaccinare?
L’Agenzia Italiana del Farmaco dopo la decisione di EMA ha aperto la possibilità di prenotare ed effettuare la quarta dose o secondo booster a tutti i soggetti con età maggiore di 60 anni e a tutti i soggetti fragili maggiori di 12 anni che hanno ricevuto la terza dose o sono guariti da almeno 120 giorni. Ovviamente questa decisione è stata presa dopo aver analizzato i dati su contagi ed ospedalizzazioni e anche a causa dell’altissima circolazione delle nuove varianti Omicron.
Per ora EMA e le altre agenzie non si sono espresse riguardo la possibilità di vaccinare anche le altre fasce di età (minori di 60 anni), dove, potenzialmente, la protezione da malattia sintomatica e severa dovrebbe durare più a lungo.
Fonte: HuffPost