Covid, le misure restrittive previste dal nuovo Dpcm

Come già annunciato dal premier Conte nell’informativa al Parlamento, gli ulteriori interventi per contenere e mitigare la diffusione del Covid ed evitare il collasso del sistema sanitario, tra cui chiusure di attività commerciali e lockdown territoriali) dipenderanno da 3 scenari. Rischio massimo: zone rosse; rischio alto: zone arancioni; rischio moderato: zone gialle.
Gli ingressi e le uscite delle regioni e delle province autonome (o parti di esse) dalla fascia rossa, arancione o gialla saranno decisi con ordinanza del Ministero della Salute d’intesa con il presidente della Regione interessata, sulla base dei 21 criteri che definiscono un coefficiente di rischio (es: indice Rt, numero casi sintomatici, ricoveri, casi nelle Rsa, occupazione posti letto sulla base dell’effettiva disponibilità…) e del monitoraggio settimanale dei dati.
“Tutte le misure saranno efficaci per un periodo minimo di 15 giorni e comunque non oltre la data di efficacia del presente decreto”, si legge nel decreto. Nelle prossime ore sapremo a quale area appartiene ogni regione.
Ancora è tutto da definire e la situazione è molto confusa, ma vediamo quali sono _ per il momento _ le regioni che potrebbero rientrare in zona rossa, arancione e gialla, e le misure previste per ognuno dei 3 scenari.
Le regioni della zona rossa
Come dicevamo, la questione delle 3 fasce di rischio è abbastanza definita anche se le situazioni possono cambiare di giorno in giorno. Stando alle indiscrezioni, le Regioni più a rischio lockdown, dove dovranno essere adottate le misure più restrittive, sembrano essere in primo luogo la Lombardia, il Piemonte e la Calabria. Anche Valle D’Aosta e Provincia di Bolzano sono osservate speciali.
Per queste regioni è scattato allarme rosso a causa dell’alta circolazione del virus, del riempimento degli ospedali, dell’indice Rt e dell’incidenza dell’infezione per 100mila abitanti. Qui la classificazione del rischio va dal moderato all’alto.
Le misure per le zone rosse
Per le regioni nello scenario peggiore il governo prevede misure più restrittive e repentine rispetto al resto del Paese.
Gli interventi straordinari vanno dalla chiusura di scuole e università, con attivazione della didattica a distanza dalla seconda media in su, alla chiusura dei negozi non essenziali. Librerie, parrucchieri ed estetisti resterebbero aperti al pari dei servizi essenziali (supermercati, alimentari, farmacie, tabacchi…).
Vietati gli spostamenti in entrata e uscita dai territori, nonché all’interno dei medesimi, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di salute o necessità. Sempre consentito il rientro al proprio domicilio o residenza e la possibilità di accompagnare i figli a scuola.
Per quanto riguarda l’attività motoria, sarà consentita solo nelle vicinanze della propria abitazione, nel rispetto della distanza di almeno un metro dagli altri e con obbligo di mascherina. Si potrà fare attività sportiva ma solo all’aperto e in forma individuale.
Regioni zona arancione
La fascia intermedia, quella “arancione”, dovrebbe riguardare la Liguria, la Puglia, la Campania e il Veneto (quest’ultimo in bilico tra arancione e gialla).
C’è tuttavia ancora incertezza sulle regioni che saranno inserite in questa zona di elevata criticità. Qui il rischio di aumento dei casi e della tenuta del sistema sanitario regionale porterebbe il governo ad adottare alcune misure della zona rossa, come chiusura di bar e ristoranti per tutto il giorno, e non solo dopo le 18 (resterebbe concessa la consegna a domicilio), trasporto pubblico locale al 50%; didattica a distanza per le superiori, coprifuoco dalle 22 alle 5, chiusura di musei, mostre e sale giochi, e dei centri commerciali nei festivi e prefestivi.
Regioni zona gialla
La zona gialla, la più “sicura”, al momento è la più estesa. RIguarda 12 regioni e province autonome: Sicilia, Sardegna, Basilicata, Molise, Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria, Emilia Romagna, Toscana, Friuli-Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento.
Misure restrittive per la zona gialla
Per le regioni che si troveranno nella terza fascia sono previste le misure annunciate da Conte per l’intero territorio, ossia:

  • centri commerciali chiusi nei fine settimana e nei giorni festivi
  • coprifuoco dalle 22 alle 5 di mattina con possibilità di spostamenti solo per motivi di salute, lavoro o necessità
  • didattica a distanza al 100% nelle scuole superiori
  • trasporto pubblico locale dimezzato (capienza massima al 50% per bus, tram, metro e treni regionali)
  • musei e mostre chiusi, così come teatri e cinema.
    Come si decidono zone rosse, arancioni e gialle
    Per classificare il rischio sanitario sono individuati alcuni indicatori con valori di soglia e di allerta che devono essere monitorati a livello nazionale, regionale e locale ed è in base a questi dati che si decidono le misure da adottare.
    Non solo il numero di nuovi casi o l’indice Rt; tra i criteri che determinano l’ingresso o l’uscita di una regione dalla zona rossa, arancione o verde troviamo:
  • capacità di monitoraggio (numero di casi sintomatici segnalati, ricoverati in ospedale e in terapia intensiva, casi nelle rsa);
  • capacità di accertamento diagnostico, indagine e di gestione dei contatti
  • trasmissione del virus e tenuta dei servizi sanitari (numero di casi riportati alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni; Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata ISS, numero di casi per data diagnosi e per data inizio sintomi riportati alla sorveglianza integrata Covid-19 per giorno, nuovi focolai di trasmissione, nuovi casi confermati per regione non associati a catene di trasmissione note, tasso di occupazione dei posti letto totali in terapia intensiva per pazienti Covid-19 e tasso di occupazione dei posti letto totali di Area Medica per pazienti Covid-19).