Continua il percorso a ostacoli della legge sul biotestamento

La senatrice del Pd Emilia Grazia De Biasi, presidente della Commissione Sanità di Palazzo Madama, si è dimessa da relatrice della legge sulle disposizioni anticipate di trattamento, il cosiddetto biotestamento. “Non ritengo ci siano le condizioni per proseguire”, ha spiegato. L’obiettivo è di aggirare così l’ostruzionismo in Commissione alla legge. Il provvedimento, dopo il via libera dalla Camera lo scorso aprile, è fermo infatti da oltre 5 mesi. Con la scelta della senatrice il ddl, ostacolato in Commissione da oltre 3000 emendamenti (dei quali 1500 della Lega), arriva ora direttamente in aula.
“Ringrazio la Commissione _ dichiara De Biasi _ per il lavoro approfondito e, tuttavia, i tempi non consentono di proseguire in Commissione. Ringrazio il presidente del Senato Grasso per la lettera in cui ha reso noto il suo avviso sull’applicabilità a determinate condizioni della ‘regola del canguro'”.
La senatrice puntualizza: “Non spetta a me come presidente della Commissione decidere sulla calendarizzazione in aula del Ddl. Da questo momento, come da regolamento il provvedimento esce dalle competenze della Commissione sanità ed entra in quelle regolamentari della Conferenza dei Capigruppo”. De Biasi conclude: “Le mie dimissioni da relatrice, non da presidente della Commissione, ribadiscono ulteriormente l’importanza di approvare la legge sulle Dat (Disposizioni anticipate di trattamento), normativa rilevante e attesa”.
“Accogliamo positivamente le dimissioni da relatrice di Emilia Grazia De Biasi, che arrivano a seguito della presa di posizione dei Senatori a vita e di 45 Sindaci italiani. Se ci fosse la volontà politica del Partito democratico, i tempi tecnici e i voti per approvare biotestamento e interruzione delle terapie ci sono”. Lo affermano Filomena Gallo e Marco Cappato dell’Associazione Coscioni.
“Per farlo _ sottolineano _ è necessario smetterla con la melina di queste settimane ed evitare di inventarsi sempre nuove priorità, decidendo invece l’immediata trattazione della legge. Ci appelliamo al Presidente del Senato Pietro Grasso affinché si possa arrivare a una decisione secca: votare subito il testo già approvato a larghissima maggioranza alla Camera dei Deputati. Non c’entra il Governo, né l’opposizione, ma la convinzione dei singoli parlamentari. Se invece prevarrà, come è stato finora, il rapporto Renzi-Alfano e le logiche di coalizione per le elezioni siciliane e nazionali, allora _ concludono _ ogni pretesto procedurale diventerà buono per far aspettare i diritti dei malati per qualche anno ancora”.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*