Biotestamento, terzo appello di Dj Fabo

E’ stato diffuso, attraverso l’Associazione Luca Coscioni, il terzo appello di Dj Fabo ai parlamentari italiani. In un altro struggente filmato è apparso Fabiano Antoniani, il giovane di 39 anni rimasto cieco e tetraplegico dopo un incidente stradale nel 2014. Parlando a fatica, con il testo riportato in sovraimpressione, Dj Fabo a detto: “È veramente una vergogna che nessuno dei parlamentari abbia il coraggio di mettere la faccia per una legge che è dedicata alle persone che soffrono e non possono morire a casa propria, e che devono andare negli altri Paesi per godere di una legge che potrebbe esserci anche in Italia”.
La decisione di farsi sentire ancora una volta, Fabiano l’ha presa dopo il terzo rinvio alla Camera dei Deputati della discussione sulla legge sul fine vita, spostata ulteriormente ai primi di marzo. Era stata chiesta _ all’interno della regolamentazione sulle cure palliative _ che venisse inserita la sedazione profonda continua, proprio come successo a Dino Bettamin, il settantenne di Montebelluna, da cinque malato di Sclerosi laterale amiotrofica, che il 5 febbraio scorso era stato accontentato circa la sua volontà di morire in sedazione.
L’Associazione Luca Coscioni tre anni e mezzo fa ha depositato una legge di iniziativa popolare a favore del biotestamento. Dopo la drammatica e ultradecennale storia di Eluana Englaro e del papà Beppino, anche la vedova di Piergiorgio Welby, morto di Sla dopo una lunga battaglia civile contro l’accanimento terapeutico e il diritto all’eutanasia, dice la sua: “La nostra proposta di legge ha in più la possibilità che il medico possa operare anche l’eutanasia, nel caso di un paziente gravemente sofferente per cui non esistono più terapie e che lo chieda espressamente. Questa proposta è nel cassetto delle Commissioni congiunte dal 3 marzo del 2016, da quasi un anno. Non è stato discussa, ma presentata solo per mezz’ora”.
Secondo le statistiche più del 70 per cento degli italiani è favorevole al testamento biologico e circa il 50 per cento reputa accettabile anche l’eutanasia. Il Paese sarebbe quindi pronto ad accogliere la legge sul biotestamento che restituirebbe diritti e dignità a tutte quelle persone che chiedono solamente che le loro inutili sofferenze cessino.
Dj Fabo sta combattendo una battaglia che dovrebbe essere una battaglia di tutti, raccogliendo le poche forze e sbattendoci in faccia tutta la sua sofferenza. L’appuntamento è per il 7 marzo prossimo: vedremo se i nostri politici, ancora una volta, cederanno alla paura.

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