Autismo. 100 milioni per progetti di inclusione sociale

“Abbiamo aperto un nuovo percorso sociale che potrà dare molte risposte”. La ministra per le Disabilità Erika Stefani (foto in alto) ha ottenuto dalla Conferenza unificata Stato-Regioni il definitivo via libera a una misura a cui lavorava da tempo: 100 milioni del Fondo per l’inclusione delle persone con disabilità per progetti per persone con disturbo dello spettro autistico.
“Attualmente i fondi previsti a livello statale sono allocati al Ministero della salute, per progetti sanitari _ ha dichiarato Stefani _. Ad oggi la componente socio-assistenziale non ha avuto attenzioni particolari. L’anno scorso in Legge di bilancio abbiamo avuto una dotazione di un fondo da 100 milioni per varie iniziative sul mondo della disabilità e l’inclusione: furono dedicate a turismo accessibile, inclusione, parchi gioco. Quest’anno invece ho deciso di destinare queste risorse al mondo dell’autismo per dare un segnale, perché anche i governi a venire possano investire su questo tema. Ovviamente ci sono risorse anche per altre destinazioni”. È il segno concreto che il tema è sempre più rilevante? “È un fenomeno che ha registrato un’esplosione: ci sono associazioni che ci presentano dati secondo cui quasi un bambino ogni 70 oggi arriva a una diagnosi di disturbo dello spettro autistico _ ha affermato la ministra _. E la pressione è salita anche per il lockdown. In realtà bisogna dire che in tutte le famiglie, e nella disabilità, l’esperienza delle restrizioni per la pandemia ha avuto forti ripercussioni. Oggi però occorre fare un ragionamento nuovo per il mondo dell’autismo. Anche per la ripartizione del Fondo della salute ho chiesto che ci possa essere un’impostazione ‘di sistema’ in questo settore. Fa capire che una chiave di lettura è il passaggio da una spesa sanitaria a quella per interventi sociali. I soldi infatti li destiniamo con un riparto alle Regioni: sono loro che, sentiti i Comuni, potranno presentare i progetti. E abbiamo indicato una lista di possibilità. Anche il Pnrr ci ha insegnato che le risorse valgono se hai una buona progettualità e una buona capacità di spenderle. Ipotizziamo interventi in più ambiti, e soprattutto vogliamo stimolare progetti che possano unire pubblico e privato. Molte associazioni possono divenire soggetti attuatori. E attenzione: sono fondi ‘in più’ rispetto a quelli delle Regioni. Che tipo di meccanismo volete avviare? “Questi fondi devono essere un elemento stimolante ed evolutivo. Se guardiamo ai progetti che vogliamo sostenere, indichiamo anche la socializzazione, l’inclusione scolastica, sperimentazioni per formazione e inclusione lavorativa: ci servono nuove strade da aprire. E poi anche sperimentazioni di residenzialità e di ‘abitare supportato’. Viene disegnato un vero ‘programma di vita’ per favorire appunto la qualità della vita delle persone con disturbi dello spettro autistico. Ma anche per dare un aiuto alle loro famiglie: ci sono molti vuoti, il decreto non risolverà tutto, ma dà una mano. Al Veneto, per esempio, vanno ben 8 milioni. E la Regione veneta è di sicuro una di quelle che danno garanzie nel saper sfruttare questi fondi. Ho visto che già nel riparto dell’anno scorso, col turismo accessibile e l’inclusione, il Veneto ha utilizzato tutti i 6,6 milioni assegnati. C’è una capacità di programmazione evidente, anche perché avere un unico assessorato alla salute e al sociale permette di lavorare meglio di altri” ha detto Stefani. Fissate tempi precisi? “Abbiamo indicato un termine di 90 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto per presentare le delibere con le varie progettualità: lascio tre mesi proprio per permettere di fare un lavoro accurato, e i nostri uffici, in altri 45 giorni, esamineranno le richieste ed erogheranno i fondi. Poi ci sarà anche un monitoraggio sull’attuazione di questi progetti per il 2022 e 2023. È la prima volta che lo Stato eroga risorse per queste finalità” ha proseguito Stefani. Con la crisi, c’è una corsa ai fondi pubblici, però date il segnale che l’attenzione al sociale rimane alta. “È sempre una lotta, ovviamente. Ma abbiamo voluto anche che in Legge di bilancio il Fondo sanità venisse aumentato di 27 milioni, cifra che sarà stabilizzata negli anni per interventi di natura socio-assistenzale. E quello che conta è che nella legge-delega per la disabilità sono previsti 300 milioni di euro l’anno per istituire il Garante nazionale e i nuclei di formazione multidimensionale, ma anche per togliere il mondo della disabilità dal comparto meramente assistenziale. È il via a un nuovo percorso dello Stato _ ha concluso la ministra _, non ne vedrò la fine, ma conta aver avviato questo percorso. C’è ancora molto da fare: spero che chi verrà dopo di me, i partiti e il nuovo governo, continuino sulla strada tracciata”.
Fonte: Il Giornale di Vicenza