Altroconsumo, “I moderni diesel più puliti dei benzina”

A quattro anni dallo scandalo Dieselgate _ quando l’Agenzia americana per la protezione ambientale aveva denunciato il gruppo Volkswagen per aver ingannato i suoi clienti vendendo auto che emettevano più ossido di azoto (NOx) di quanto dichiarato e aggirando le normative ambientali sulle emissioni dei diesel _ Altroconsumo ha effettuato dei test sulle emissioni di inquinanti e CO2 delle auto. Le analisi sono state condotte insieme alle principali organizzazioni europee di consumatori e ad Adac _ uno dei maggiori automobile club europei. I risultati sono stati sorprendenti. Il Dieselgate ha portato alla luce l’inadeguatezza dei sistemi di controllo delle emissioni, che sono risultati aggirabili dalle case automobilistiche: da allora gli standard di omologazione sono cambiati e proprio da poche settimane è entrato in vigore lo standard Euro 6D Temp che non solo fissa limiti di emissioni, ma rende anche più stringente ed efficace il modo in cui queste emissioni vengono misurate. Già nel 2015, allo scoppio del caso Dieselgate che ha visto coinvolte le auto Euro 5 di Volkswagen, Audi, Seat e Skoda _ Altroconsumo e le organizzazioni di consumatori Test-Achats in Belgio, OCU in Spagna, DECO Proteste in Portogallo (riunite sotto la sigla Euroconsumers insieme ai brasiliani di Proteste) hanno avviato class action nei rispettivi Paesi per chiedere che i consumatori europei fossero risarciti proprio come quelli statunitensi. In Italia sono 75mila le adesioni alla class action promossa da Altroconsumo davanti al Tribunale di Venezia. Si tratta di un processo lungo e complesso (la prossima udienza è prevista per la fine di marzo 2020, salvo rinvii), che va avanti a colpi di udienze, atti e perizie tecniche con cui i legali di Altroconsumo stanno rispondendo ai tentativi del gruppo tedesco di contestare la legittima richiesta di risarcimento e il diritto a partecipare degli aderenti.
In occasione del quarto anniversario di questa vicenda, Euroconsumers chiede al gruppo Volkswagen di voltare definitivamente pagina e mettere la parola fine allo scandalo delle emissioni, riconoscendo ai clienti il risarcimento che gli spetta.
L’appello di Euroconsumers è stato esteso anche alle Istituzioni attraverso una lettera aperta al neo eletto presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, in cui si chiede di convincere Volkswagen ad andare incontro alle legittime richieste dei suoi clienti. Quattro anni fa, l’allora Commissione europea era all’inizio del suo mandato, le speranze erano molte ma purtroppo non sono state abbastanza forti da convincere Volkswagen.
Tuttavia, rispetto ai test condotti due anni fa da Altroconsumo, sembra che i produttori abbiano subito una sorta di “effetto Dieselgate”, le emissioni di inquinanti dei motori diesel infatti sono diminuite molto, proprio per consentire alle auto che hanno questo tipo di motore di superare le più stringenti prove di omologazione.
La situazione tra diesel e benzina è quindi risultata quasi ribaltata. Oggi un buon motore diesel inquina meno di un equivalente a benzina.
Le vetture ibride, invece, sono risultate migliori solo se usate in città mentre sui percorsi extraurbani inquinano quanto un’auto a benzina visto che l’apporto del motore elettrico diventa trascurabile. Per quanto riguarda le auto elettriche, le cui emissioni sono pari a zero, dobbiamo fare riferimento all’inquinamento legato alla produzione dell’elettricità che le alimenta: se arriva da combustibili fossili non vi è un vantaggio per l’ambiente. Nel nostro Paese, la produzione di elettricità è frutto di un mix energetico di fonti rinnovabili e fossili per cui le migliori vetture elettriche comportano emissioni di CO2 al di sotto dei 50 g/km, inferiori a quelle delle vetture tradizionali.

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